ASSORUP: dalla petizione alla Legge di Bilancio – un risultato storico per i RUP

Con un video di commento sui social il Presidente uscente Daniele Ricciardi ha ricordato che ASSORUP è nata per dare voce a una comunità spesso isolata, caricata di responsabilità crescenti e troppo a lungo priva di strumenti adeguati. Per questo, nei mesi scorsi abbiamo promosso una petizione pubblica con cui chiedevamo due obiettivi chiari: più incentivi e più formazione per i Responsabili Unici del Progetto e per tutte le figure tecniche coinvolte negli appalti pubblici. La petizione ha rappresentato un momento di partecipazione straordinaria: centinaia di professionisti hanno condiviso esperienze, criticità e proposte, contribuendo a costruire una voce collettiva forte e autorevole.

Oggi possiamo dire che quella mobilitazione ha prodotto uno straordinario risultato.

Nella Legge di Bilancio è stato inserito un passaggio di grande rilievo: per l’anno finanziario 2026, il Ragioniere generale dello Stato è autorizzato a riassegnare alle amministrazioni centrali le somme destinate agli incentivi per le funzioni tecniche, in attuazione dell’art. 113 del D.Lgs. 50/2016 e dell’art. 45 del D.Lgs. 36/2023. Una previsione che riconosce finalmente la necessità di garantire risorse certe, dedicate e tracciabili per valorizzare il lavoro tecnico svolto nelle stazioni appaltanti. Un passo avanti atteso da anni, che ora richiede l’adozione dei regolamenti interni da parte delle amministrazioni.

E’ uno straordinario successo di ASSORUP visto che la spesa in appalti nel 2025 ha raggiunto circa 430 miliardi (dataset ANAC). Stiamo parlando quindi di 8,6 miliardi di incentivi in buona parte destinati alle PAC. Ma non è un punto di arrivo, ma un segnale politico e amministrativo che conferma la fondatezza delle nostre richieste e la forza della nostra azione collettiva. In questo percorso, ringraziamo i membri del Governo e i parlamentari di maggioranza che, in questi anni, hanno ascoltato e sostenuto l’impegno volto a rafforzare il ruolo dei RUP e delle funzioni tecniche. Il dialogo istituzionale, quando è serio e costante, produce risultati concreti per la qualità dell’azione amministrativa e per il buon funzionamento delle stazioni appaltanti.

Ed è importante ricordare che nessuno deve sentirsi escluso. La norma riguarda oggi le amministrazioni centrali, ma legittima tutte le altre amministrazioni a chiedere un trattamento analogo, perché i RUP – ovunque operino – sono uguali davanti alla legge e svolgono funzioni identiche per responsabilità, complessità e impatto sull’interesse pubblico. Questo risultato apre dunque una strada che può e deve essere percorsa da tutte le amministrazioni, centrali e territoriali.

Continueremo a lavorare perché gli incentivi siano realmente erogati, perché la formazione diventi obbligatoria e strutturale, perché i RUP e le figure tecniche possano operare con competenze aggiornate e con un riconoscimento adeguato alla complessità del loro ruolo.

Il risultato ottenuto dimostra che insieme possiamo incidere. E continueremo a farlo se il 15 gennaio saremo confermati alla guida dell’Associazione.

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