
ANAC ha pubblicato il parere FUNZ CONS 54-2025, rispondendo ai quesiti formulati da ASSORUP su due temi oggi centrali per i RUP e per le stazioni appaltanti: l’avvalimento della certificazione di parità di genere e l’utilizzo delle certificazioni di qualità come criteri premiali nei consorzi non necessari. Infatti il requisito aziendale appare complesso da “cedere” in caso di avvalimento, poiché attiene alla distribuzione di genere all’interno dell’impresa. Per tale ragione, al fine di evitare decisioni non uniformi abbiamo chiesto all’Autorità di fornire un parere.
1. Avvalimento della certificazione di parità di genere
ANAC conferma che la certificazione UNI/PdR 125 può essere oggetto di avvalimento, anche quando utilizzata come criterio premiale nell’offerta economicamente più vantaggiosa.
La certificazione, infatti, non è vista come un requisito personale dell’imprenditore, ma come un elemento organizzativo dell’azienda, quindi trasferibile tramite un contratto di avvalimento.
L’unico limite è che l’avvalimento sia concreto e sostanziale: l’impresa ausiliaria deve mettere a disposizione le risorse organizzative che giustificano la certificazione, per tutta la durata dell’appalto.
2. Certificazioni di qualità nei consorzi non necessari
Per i consorzi non necessari, ANAC ribadisce un principio fondamentale:
il concorrente è il consorzio, non le singole consorziate esecutrici. Di conseguenza, quando la lex specialis prevede certificazioni di qualità come criteri premiali:
- il requisito deve essere richiesto al consorzio,
- può essere richiesto anche alle consorziate esecutrici, ma solo se la natura delle prestazioni lo rende necessario per garantire la qualità dell’esecuzione.
La stazione appaltante deve quindi valutare caso per caso, nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza.
3. Il ruolo della stazione appaltante
ANAC ricorda che la definizione dei criteri premiali è una scelta discrezionale, che deve però essere coerente con l’oggetto dell’appalto e con l’obiettivo di valorizzare la qualità dell’offerta.
Questa interpretazione contribuisce a chiarire due aspetti applicativi rilevanti del nuovo Codice dei contratti, offrendo ai RUP e agli operatori economici un quadro più stabile e uniforme. ASSORUP continuerà a seguire l’evoluzione normativa e giurisprudenziale, mettendo a disposizione della comunità professionale strumenti di lettura e orientamento.
Eccola, Daniele: breve, descrittiva, divulgativa, perfetta per il sito ASSORUP nella sezione “Notizie” o “Approfondimenti”.
Parere ANAC su avvalimento della parità di genere e certificazioni nei consorzi – Sintesi descrittiva
ANAC ha pubblicato il parere FUNZ CONS 54-2025, rispondendo ai quesiti formulati da ASSORUP su due temi oggi centrali per i RUP e per le stazioni appaltanti:
l’avvalimento della certificazione di parità di genere e l’utilizzo delle certificazioni di qualità come criteri premiali nei consorzi non necessari.
1. Avvalimento della certificazione di parità di genere
ANAC conferma che la certificazione UNI/PdR 125 può essere oggetto di avvalimento, anche quando utilizzata come criterio premiale nell’offerta economicamente più vantaggiosa.
La certificazione, infatti, non è vista come un requisito personale dell’imprenditore, ma come un elemento organizzativo dell’azienda, quindi trasferibile tramite un contratto di avvalimento.
L’unico limite è che l’avvalimento sia concreto e sostanziale: l’impresa ausiliaria deve mettere a disposizione le risorse organizzative che giustificano la certificazione, per tutta la durata dell’appalto.
2. Certificazioni di qualità nei consorzi non necessari
Per i consorzi non necessari, ANAC ribadisce un principio fondamentale:
il concorrente è il consorzio, non le singole consorziate esecutrici.
Di conseguenza, quando la lex specialis prevede certificazioni di qualità come criteri premiali:
- il requisito deve essere richiesto al consorzio,
- può essere richiesto anche alle consorziate esecutrici, ma solo se la natura delle prestazioni lo rende necessario per garantire la qualità dell’esecuzione.
La stazione appaltante deve quindi valutare caso per caso, nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza.
3. Il ruolo della stazione appaltante
ANAC ricorda che la definizione dei criteri premiali è una scelta discrezionale, che deve però essere coerente con l’oggetto dell’appalto e con l’obiettivo di valorizzare la qualità dell’offerta.
Questa interpretazione tende a chiarire due aspetti applicativi rilevanti del nuovo Codice dei contratti, offrendo ai RUP e agli operatori economici un quadro più stabile e uniforme. ASSORUP continuerà a seguire l’evoluzione normativa e giurisprudenziale, mettendo a disposizione della comunità professionale strumenti di lettura e orientamento.


