
Quando nel 2023 abbiamo scelto l’11 febbraio come ricorrenza per la giornata nazionale del RUP eravamo consapevoli che doveva trattarsi di un rito collettivo, capace di aggregare, da regione a regione, da settore a settore. E così è avvenuto. ASSORUP non è un sindacato e per questo, probabilmente, le Organizzazioni sindacali con cui collaboriamo non hanno inviato inviti a raduni né tantomeno al concerto, anch’esso rituale, di piazza San Giovanni la cui scaletta è molto anche quest’anno molto fitta. Sarà una giornata di festa per tanti, ma il primo maggio non è più il primo maggio.
Molti preferiscono una scampagnata e brindano al giorno di riposo, anziché al diritto e alla fortuna di avere un lavoro. Oggi il lavoro nella pubblica amministrazione è un privilegio. Lo sanno bene le migliaia di esperti PNRR che a breve si troveranno senza opportunità. Dopo aver aiutato gli enti, con i loro dirigenti e amministratori politici, a raggiungere gli obiettivi cosa accadrà loro? Il Governo dovrebbe pensare bene a tenerli stretti nelle stazioni appaltanti, soprattutto perché in gran parte sono giovani, hanno portato innovazione e spirito di iniziativa.
Il primo maggio non è più il primo maggio anche perché non è più la festa dei lavoratori. Nelle Stazioni appaltanti abbiamo tante tipologie diverse di contratti: dirigenti, funzionari, collaboratori, dipendenti, supporti esterni “stabilizzati” che rendono la comunità frammentata, divisa talvolta contrapposta. E ciò senza considerare le contrapposizioni di natura politica che stanno allontanando sempre più dagli obiettivi comuni: più risorse per lavorare meglio e premiare il merito. Confidiamo in un incontro con il Ministro Zangrillo ed il Presidente di ARAN Naddeo intervenuti rispettivamente, al nostro 1° e 3° Congresso Nazionale.
ASSORUP ritiene che senza lavoratori che abbiano strumenti e ai quali venga riconosciuto il talento non ci sia più un primo maggio da festeggiare come vuole la Costituzione italiana che pone il lavoro come valore fondante, definendo l’Italia una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” (Art. 1), sancisce il diritto e dovere al lavoro (Art. 4), garantisce una retribuzione equa (Art. 36), la parità di genere (Art. 37), la tutela previdenziale (Art. 38) e il diritto di sciopero (Art. 40). Ieri c’era la festa repubblicana dei lavoratori oggi uno spettacolo abbagliante.
Ecco perché con questo messaggio di augurio a tutti noi, anche a coloro che oggi stanno lavorando agli appalti di servizi, lavori e forniture per garantire la giornata di festa, lanciamo il programma della campagna elettorale della competenza. Auguri anche ai “colleghi” lavoratori degli operatori economici con cui tutti i giorni ci confrontiamo, senza la loro collaborazione e competenza non si possono raggiungere i risultati di una buona amministrazione.
Confidiamo che il prossimo anno il primo maggio torni primo maggio per tutti i RUP lavoratrici e lavoratori italiani.
I migliori auguri di un prossimo vero primo maggio
Avv. Daniele Ricciardi


