Assicurazione obbligatoria per chi gestisce risorse pubbliche: un onere ingiusto che rischia di indebolire la PA?

La Legge 1/2026 introduce, all’articolo 1, comma 4-bis, l’obbligo per chiunque assuma incarichi che comportino la gestione di risorse pubbliche di stipulare a proprie spese una polizza assicurativa per i danni patrimoniali cagionati all’amministrazione in caso di colpa grave.
Una misura che, pur ispirata alla tutela dell’erario, rischia di produrre effetti profondamente distorsivi sul funzionamento della pubblica amministrazione.

Se interpretata con riguardo a tutti i funzionari e dirigenti pubblici responsabili del potere di spesa, la disposizione interverrebbe nei confronti di personale già oggi chiamato a operare in un contesto complesso: carichi di lavoro crescenti, responsabilità aggiuntive rispetto alle mansioni originarie, scarsità di formazione specialistica, supporti tecnici insufficienti e incentivi economici non proporzionati alla complessità degli incarichi. In questo scenario, trasferire sul singolo lavoratore il costo di una copertura assicurativa significa scaricare responsabilità sistemiche su chi garantisce quotidianamente il funzionamento dello Stato.

L’impatto economico non è marginale. Le polizze professionali con massimali adeguati ai rischi della gestione di risorse pubbliche comporteranno premi annuali significativi, difficilmente sostenibili per chi già svolge funzioni ad alta responsabilità senza un adeguato riconoscimento economico.
Il risultato è paradossale: per continuare a servire lo Stato, il dipendente deve pagare di tasca propria.

ASSORUP ritiene che la tutela dell’erario sia un obiettivo imprescindibile, ma questa tutela deve essere garantita dalle amministrazioni, non dai singoli. In molti Paesi europei, infatti, la copertura assicurativa è parte integrante dell’organizzazione del lavoro pubblico ed è finanziata con risorse istituzionali, non personali.

Per questo l’Associazione chiede a Governo e Parlamento di intervenire per:
– prevedere che la polizza sia stipulata e finanziata dalle amministrazioni;
– definire standard minimi nazionali per le coperture;
– accompagnare l’obbligo con formazione adeguata, supporto tecnico e incentivi coerenti;
– evitare interpretazioni estensive della colpa grave che trasformino l’errore umano in responsabilità personale.

Una pubblica amministrazione moderna non può fondarsi sulla paura, né può permettersi di disincentivare l’assunzione di responsabilità.

Correggere questa norma significa tutelare i lavoratori, rafforzare le amministrazioni e proteggere l’interesse pubblico.

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