
Si è svolto a Napoli un convegno di grande rilievo promosso da Federedilizia, reso possibile dalla splendida organizzazione di Domenico Passarella e dall’ospitalità impeccabile offerta dal prof. ing. Andrea Prota, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli. In apertura hanno portato i loro saluti istituzionali anche il prof. ing. Nicola Bianco, contribuendo a sottolineare l’importanza del dialogo tra mondo accademico, professioni tecniche e sistema produttivo.
Una giornata intensa, che ha riunito tecnici, accademici e rappresentanti istituzionali per affrontare con lucidità le sfide che attendono il settore delle costruzioni, dell’energia e degli appalti pubblici.
La sessione mattutina è stata avviata sempre dal Presidente Prota con una riflessione sul tema dell’efficientamento, richiamando la necessità di un approccio sistemico che unisca innovazione, competenze e governance. Il Dott. Passarella ha ricordato l’esigenza di tener conto dell’esigenza del mercato con un ruolo fondamentale. L’ing. Paola Marone ha posto con decisione il tema del reperimento delle risorse, evidenziando come la sostenibilità finanziaria degli interventi rappresenti oggi uno dei nodi più critici per amministrazioni e imprese.
L’ing. Giovanni Esposito ha approfondito il ruolo strategico dell’ingegnere nella transizione energetica, descrivendolo come figura cardine nella progettazione sostenibile, nella gestione dei flussi energetici e nell’interpretazione delle nuove direttive europee. Ha sottolineato come l’ingegnere sia ormai un regista della complessità, chiamato a guidare scelte tecniche e amministrative coerenti con gli obiettivi climatici dell’Unione Europea.
L’ing. Chiara Colosimo ha portato dati puntuali sul conto energetico, analizzando l’impatto degli incentivi e le dinamiche dei costi, e ha delineato la roadmap delle direttive europee, chiarendo obblighi, scadenze e opportunità per il sistema Paese.
Uno degli interventi più originali è stato quello del prof. Enzo Tuzzi Tucci, che ha affrontato i nodi irrisolti del Partenariato Pubblico‑Privato. Con una metafora efficace, ha paragonato il PPP a un rito matrimoniale, chiarendo gli elementi essenziali che devono essere presenti affinché l’unione tra pubblico e privato sia solida e duratura: fiducia, responsabilità condivisa, chiarezza dei ruoli e continuità nel tempo. Ha poi lanciato un quesito che ha attraversato la sala come una provocazione costruttiva: se siamo tutti d’accordo sui principi, perché le buone pratiche faticano ad affermarsi?
A seguire, l’ing. Mariangela La Rosa ha illustrato con grande chiarezza la struttura e il funzionamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Ha spiegato come le CER permettano di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale, generando benefici economici, ambientali e sociali. Ha descritto i modelli organizzativi possibili, le condizioni tecniche necessarie e le opportunità offerte dai nuovi incentivi, mostrando come le comunità energetiche possano diventare un vero motore di sviluppo territoriale.
Un contributo particolarmente atteso è stato quello di Luca Zanoncello, che ha illustrato l’approccio metodologico adottato, evidenziando come il documento offra strumenti operativi per valutare correttamente la classificazione dei PPP, la ripartizione dei rischi e l’impatto sui bilanci pubblici. E’ poi intervenuto Carmine Sommese che ha descritto il lavoro che Bluere sta promuovendo anche formazione sul sistema del PPP per approfondire la rilevanza sociale oltre che è economica.
Atteso l’intervento del Presidente Daniele Ricciardi, che ha offerto una lettura ampia e coraggiosa del momento storico che vive il settore. Ricciardi ha richiamato la necessità di riconoscere il profitto alle imprese, condizione essenziale per garantire qualità, innovazione e sostenibilità nel mercato dei lavori pubblici. Ha sottolineato l’importanza di una collaborazione strutturata tra imprese e RUP, soprattutto nella realizzazione di progetti complessi tramite PPP, strumenti che richiedono competenze elevate e una visione condivisa. «Investire in competenza – ha affermato – è la base per affrontare la complessità dei programmi infrastrutturali contemporanei. Nel 2025 i RUP italiani hanno maturato 5,46 miliardi di incentivi di cui 1,92 per la specializzazione: dove sono queste risorse?».
Ricciardi ha poi confermato l’avvio della “campagna elettorale della competenza”, un’espressione che ha scosso la platea e che sintetizza la volontà di rimettere al centro del dibattito pubblico la professionalità tecnica. «Non vogliamo arrivare al 2027 per le solite promesse. Occorre una seria politica sugli appalti oggi». Ha infine rilanciato la necessità di superare l’attuale modello dell’Autorità Anticorruzione, proponendo la creazione di una Agenzia Nazionale degli Appalti Pubblici capace di sostenere le stazioni appaltanti, garantire uniformità interpretativa e tutelare il mercato in tempi di crisi.

