
Nel contesto della tavola rotonda dedicata a trasporto veloce e sostenibile, organizzata durante il Festival delle Infrastrutture alla Festa dell’Unità di Livorno, il Presidente di ASSORUP Daniele Ricciardi ha portato il contributo dell’Associazione sul ruolo strategico della committenza pubblica nella realizzazione delle grandi opere.
A partire dai 1000 giorni di attività di ASSORUP, Ricciardi ha tracciato un bilancio concreto: oltre 100 seminari formativi destinati a 1.300 iscritti, circa 10.000 partecipanti alle iniziative dell’Associazione svolte dalla Sicilia al Friuli, centinaia di stazioni appaltanti supportate e un dialogo costante con istituzioni nazionali e corpi intermedi. Questo percorso ha consolidato ASSORUP come punto di riferimento per la qualificazione del sistema degli appalti pubblici.
Proprio da questa esperienza nasce una riflessione più ampia sul valore dei corpi intermedi. Associazioni, sindacati e partiti rappresentano luoghi di elaborazione, confronto e proposta. In un tempo in cui la politica rischia di ridursi alla sola comunicazione, i corpi intermedi mantengono viva la sostanza del dibattito democratico, costruendo visioni condivise e soluzioni concrete. ASSORUP si riconosce pienamente in questa rete e intende rafforzarla.
Passando al tema delle opere nelle infrastrutture dei trasporti, è stato ricordato che nel solo mese di agosto, un medesimo operatore ha ricevuto due affidamenti di portata straordinaria: il contratto da 10,6 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto di Messina e quello da 1,6 miliardi per la Galleria Santomarco sulla linea AV Salerno–Reggio Calabria. Questa concentrazione di appalti impone una riflessione sulla tenuta complessiva del sistema: la capacità di portare a termine opere così complesse va valutata non solo nei singoli affidamenti, ma nel loro insieme. Non si tratta di una questione di concorrenza, né di competenza dell’AGCM, né di pareri progettuali del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Occorre una cabina di regia nazionale che monitori l’esecuzione delle grandi opere infrastrutturali nei tempi previsti, nell’interesse dei cittadini e della credibilità delle istituzioni.
In questo scenario, il ruolo del Responsabile Unico del Progetto diventa cruciale. Sarà in grado di controllare l’intera filiera dei subappalti e garantire i diritti dei lavoratori? Con la nuova normativa sui contratti pubblici, il ricorso al subappalto sarà centrale, ma il rischio di frammentazione è elevato. Le stazioni appaltanti devono essere messe nelle condizioni di esercitare vigilanza attiva, con strumenti digitali, competenze multidisciplinari e protocolli di legalità. ASSORUP ribadisce la necessità di rafforzare il presidio pubblico nei cantieri, tutelare la sicurezza, garantire contratti regolari e promuovere il monitoraggio sociale delle opere.
Ricciardi ha inoltre evidenziato come la digitalizzazione abbia ridotto la domanda di trasporto passeggeri in molti contesti, grazie alla diffusione della comunicazione a distanza. Tuttavia, in un mercato sempre più interconnesso, cresce l’esigenza di un trasporto veloce, affidabile e flessibile, soprattutto per le merci e i servizi. In questo quadro, nel 2024, il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato 41 milioni di euro per interventi mirati al miglioramento della competitività dei porti italiani e all’efficienza del trasferimento ferroviario e modale. il PNRR ha destinato 250 milioni di euro alla digitalizzazione della catena logistica, con l’obiettivo di creare un ecosistema interoperabile tra enti pubblici e privati, rafforzare la Piattaforma Logistica Nazionale e migliorare la sicurezza informatica.
Ma assegnare risorse e staccare CIG non significa automaticamente realizzare l’interesse dei cittadini. Dal 2023, oltre 123.000 RUP hanno impegnato più di 1.000 miliardi di euro in appalti pubblici. Eppure per la loro competenza, per la loro formazione, lo Stato ha stanziato meno di 6 milioni di euro attraverso un fondo nazionale. Una cifra irrisoria rispetto alla responsabilità che questi professionisti portano sulle spalle. Per questo è fondamentale sostenere la petizione in corso per il riconoscimento del ruolo del RUP e chiedere con forza un impegno concreto della politica: rafforzare i RUP italiani, renderli veri professionisti degli appalti, dotati di strumenti, formazione e dignità istituzionale. Non si può costruire un Paese moderno senza investire nelle persone che lo realizzano. Nella prossima legge di bilancio si dovrà affrontare il nodo delle risorse per formazione ed incentivi dei RUP. La questione non è più rinviabile.
ASSORUP conferma il proprio impegno a contribuire con responsabilità e competenza alla costruzione di un sistema infrastrutturale moderno, equo e orientato al bene comune.

