ASSOBIM Connect 2026, ospitato il 26 febbraio negli spazi del DAMA – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna di Bologna, ha confermato la sua natura di appuntamento centrale per la comunità nazionale del BIM e della digitalizzazione delle costruzioni.

Una giornata intensa, articolata tra visione strategica, approfondimento tecnico e dialogo tra associazioni, istituzioni e operatori della filiera, come descritto nel programma ufficiale: “un contesto aperto e orientato all’innovazione, dove il dialogo tra esperienze diverse aiuta ad affrontare insieme le sfide della digitalizzazione, della sostenibilità, dell’interoperabilità e della qualità del costruito” .
La sessione “Operatori BIM e committenza: domande e risposte” ha rappresentato uno dei momenti più vivaci dell’intera giornata. Al tavolo erano presenti figure di primo piano come Pietro Baratono, Claudio Eminente, Cinzia Gatto, Alberto Pavan, Ernesto Sacco e, per ASSORUP, il presidente Daniele Ricciardi.
Proprio Ricciardi ha offerto uno dei contributi più incisivi, ricordando che norme e linee guida – incluse quelle recentemente adottate – non risolvono da sole i problemi strutturali del settore. La regolazione è necessaria, ma non sufficiente: ciò che conta è la capacità delle stazioni appaltanti di avere adeguate competenze per applicare correttamente il principio di proporzionalità nelle scelte organizzative e negli atti di programmazione.
Ricciardi ha sottolineato come la discrezionalità amministrativa non sia un rischio, ma uno strumento, purché accompagnato da investimenti adeguati sulla formazione dei RUP e di tutto il personale tecnico-amministrativo coinvolto nei processi di digitalizzazione. Nel suo intervento, Ricciardi ha ampliato lo sguardo oltre il perimetro tecnico, richiamando la responsabilità del decisore politico. La transizione digitale del settore dei contratti pubblici – ha ricordato – è una rivoluzione tecnologica e culturale, che richiede una classe dirigente preparata, stabile e numericamente adeguata.
Ha citato un dato emblematico: nel 2024 il valore complessivo dei contratti pubblici ha raggiunto i 272 miliardi di euro secondo ANAC. Solo per la specializzazione delle funzioni tecniche avremmo dovuto investire oltre 1 miliardo di euro nel 2025. Una cifra che, da sola, giustifica la necessità di avere in Parlamento e nelle amministrazioni centrali e territoriali un numero molto più elevato di rappresentanti competenti e dedicati al procurement pubblico.
L’appello è stato chiaro: serve una nuova stagione politica, capace di riconoscere che la qualità della spesa pubblica passa attraverso professionalità solide, investimenti continui e una visione strategica condivisa.
Uno dei momenti più significativi del dibattito è stato il confronto diretto tra Ricciardi e Pietro Baratono, coordinatore dell’elaborazione delle recenti linee guida BIM. Ricciardi ha evidenziato come ASSORUP e altri stakeholder del settore non siano stati coinvolti nel processo di definizione del documento, sottolineando che l’assenza di un confronto ampio rischia di indebolire l’efficacia delle misure adottate.
Baratono ha difeso l’impianto metodologico del lavoro svolto, ma il dialogo ha messo in luce un punto cruciale: la governance della digitalizzazione richiede processi partecipativi, capaci di integrare le competenze di chi opera quotidianamente nelle stazioni appaltanti e nei cantieri.
ASSOBIM Connect 2026 ha mostrato un settore in movimento, consapevole delle sfide e delle opportunità della digitalizzazione. L’intervento di Ricciardi ha portato al centro del dibattito un messaggio chiaro: la trasformazione non si fa solo con le norme, ma con persone competenti, processi proporzionati e una politica capace di investire nel futuro del procurement pubblico.

